diventare genitori è un gioco da ragazzi

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Non ho sonno


Ci sono cose che una mamma con figli che dormono sonni tranquilli non potrà mai capire. Non si tratta solo del senso di stordimento che ci coglie per mesi, degli occhi arrossati e dei continui sbadigli. Nemmeno del nervosismo o della capacità di concentrazione pari a zero che peggiora ogni giorno.

Un figlio che dorme poco o male è una prova durissima, soprattutto quando si riprende a lavorare. Non è una questione puramente fisica od emotiva, è qualcosa che modifica i comportamenti e le abitudini, un lento lavoro ai fianchi che ci porta ad essere disposte a tutto, o quasi, pur di avere qualche ora di tregua. L’importante è non perdere l’ironia, insieme alla speranza.

- Addormentarlo è un’impresa ardua, le fatiche di Ercole sono niente. Giochi, bagnetto, ballo di coppia in cui tu porti (anche il suo peso s'intende), favola, canzoncina, ninna nanna, ciuccio. Ancora ha il coraggio e la forza per un piantino isterico. Ti dici "bene, dopo questo crolla sicuramente". Invece no, spalanca gli occhi e si agita. Momento “imprecazioni free” aprendo il rubinetto dell'acqua, copre ed è un calmante eccezionale.
Si riparte con la ninna nanna e si balla, in loop continuo. Prima o poi crollerá, di solito più poi che prima.

- Mentre dorme tenti di fare tutto quello che non ti riesce nelle altre 20 ore della giornata. Ottimizzazione dei tempi ma con attenzione a non fare rumori improvvisi o fastidiosi. Con i mesi diventi meglio di qualunque felino nel muoverti silenziosamente. Eppure ci sarà sempre qualcosa che lo sveglia.
Cerchi di essere clemente con i vicini di casa, loro non possono capire e, capita, facciano qualche rumore.

- Quando decidi di metterlo nel suo lettino perché ormai dorme e il tuo braccio si é addormentato con lui, sei pienamente cosciente che c'è solo una possibilità su mille che non si svegli. Hanno particolari sensori, un altimetro efficientissimo. E se non si sveglierà quando lo adagi, lo farà quando gli rimboccherai le coperte. Anche se le riscaldi.

- Il momento in cui decidi che sí, ora "è andato, dormirà per un po'” e ti sdrai per riposare, coincide al 99,9% con l’attimo in cui si sveglierà. Oppure sta aspettando solo che tu chiuda gli occhi, un momento agognato da ore che coinciderà con il suo urlo più acuto.
Lui, il giorno dopo ha un unico lavoro: fare il figlio.

- Finalmente dormi da pochi minuti anche tu ma lo senti muoversi, sai che deve scattare il rimedio preventivo, nonostante la stanchezza, o tutta la routine per addormentarlo dovrà ripetersi.
Più facile a dirsi che a farsi. La tecnica “placca il risveglio” si affinerá con il passare dei mesi, non temere.

- Il tuo pasto é quasi pronto, vai a dargli un occhiata per assicurarti che dorma. Bene, tutto perfetto. Torni in cucina e, al primo boccone che appoggi sulla lingua, inizia a strillare. Rischio soffocamento evitato, per un pelo.
Mangerai dopo ore un piatto freddo, in piedi, per paura di perdere la nuova occasione. E, se decidi di riscaldarlo, sarai pronta ad ustionarti la lingua pur di fare in fretta.

- Una delle regole della casa, per il sonno notturno e per evitare risvegli inutili della creatura, é “lo sciacquone non si tira fino al mattino seguente, senza se e senza ma”. Augurandosi che a nessuno, tranne ai dotati di pannolino o lettiera, venga lo stimolo per roba grossa. In tal caso, si invitano gli inquilini a tenersi tutto dentro, a fare un giro in giardino o a suonare ai vicini di casa.

- In casa si indossano vestiti e scarpe silenziosi. Nessun capo di abbigliamento plasticoso, cerniere rumorose, scarpe gommose o altro di rumoroso é ammesso di notte o durante i sonnellini. Il silenzio è d’oro e d’obbligo.

- Se devi bere, quindi far scorrere l’acqua, sarebbe preferibile la tua disidratazione piuttosto che il suo risveglio. Vale lo stesso per il cibo in frigo o nei mobiletti che cigolano. É permesso bere dai sottovasi o cibarsi di qualunque cosa, a patto di non fare rumore alcuno. In particolare, durante la notte. Nemmeno ai gatti di casa è permesso fare le fusa o rincorrersi. Figuriamoci copulare su un letto che scricchiola o ansimare durante l’atto amoroso, vale per i felini, i pesci rossi e anche per gli adulti.
Insomma “Sssshhh”, prima di tutto il riposo. Non il vostro, sia chiaro.

 

Denise Fasanelli

Illustrazione: Stefania Zadra