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Cos'è per voi la felicità?


Cos’è per voi la felicità?

Dal 2012, anno in cui è stata istituita dall'Assemblea generale dell'Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU), il 20 marzo si festeggia la Giornata Internazionale della Felicità.

Felicità che è un scopo fondamentale dell'umanità, e, come sancito anche nella Dichiarazione di Indipendenza degli Stati Uniti, la cui ricerca è un diritto di ogni uomo e donna.

Se dovessi dire se sono felice, mi sentirei di affermare che mediamente sono più felice che infelice.
Ma se mi doveste chiedere di dare una definizione precisa di questo farfalleggiante sentimento, mi troverei in difficoltà.

Potrei raccontarvi che ne riconosco i segnali (che, a seconda del livello, vanno da un generico stato di benessere e ottimismo a momenti di entusiasmo, emozione, buchi nello stomaco, voglia di ridere, saltare e ballare, sudorazione, bisogno di condivisione), e che sempre meno mi permetto di viverla in maniera troppo aperta (un po’ per una forma di scaramanzia, un po’ perché, il grande entusiasmo può essere scambiato con voglia di mettersi in mostra da chi non ti conosce bene).

Ma faticherei a darne una definizione precisa e valida universalmente, perché, io credo, ognuno la vive con sfumature molto personali.

- Così, per gioco, vorrei capire se ci sono delle linee comuni: Vi va di compilare il test? Crea la tua indagine per il feedback degli utenti

Vi racconterò i risultati!

Resta il fatto che di felicità si parla tanto, ultimamente (un esempio per tutti: “Hygge, il metodo danese alla felicità”).

Quali saranno le cause? Forse, come sto leggendo più spesso in diversi testi, un po’ di colpa ce l’ha questo mondo del web, in particolare i Social Network, che ci ammaliano con “amicizie” facili, che nascono semplicemente grazie a un click, e ci allontanano dalle nostre ancore di salvezza in carne e ossa: parenti e amici cari.

Per Tony Crabbe (psicologo) dovremmo individuare una cerchia di 15 persone (5 delle quali molto speciali e intime) a cui dedicare la maggior parte delle nostre attenzioni. Con il loro affetto profondo saremo in grado di superare anche i momenti più difficili sia grazie a ciò che fanno per noi, sia grazie a ciò che facciamo noi per loro (l’ho già detto che anche darsi da fare per gli altri è fonte di felicità?).

Ad avvalorare questa tesi, il grande Zygmunt Bauman che, nel suo libricino “Meglio essere felici”, suggerisce: “La felicità comincia a casa. Non su Internet, ma a casa, in contatto con le altre persone. La felicità non risiede soltanto nello scambiarsi baci, questa è la parte più facile, ma sta anche nel litigare animatamente con gli altri, nelle discussioni, nei tentativi di negoziazione, nei litigi, nel provare a capire le ragioni dell’altro, Ecco dove comincia la felicità”.

E i social network, in questo, non aiutano. Anzi, ci rendono vittime di un paradosso: trascorriamo molto tempo davanti a un monitor, cercando di accrescere i nostri contatti e le nostre “amicizie” virtuali, e finiamo spesso con il chiedere ai nostri affetti veri di capirci quando in qualche modo li teniamo distanti da noi per dedicarci a questo altro mondo. Quante volte rispondiamo al cellulare, o portiamo avanti conversazioni su Whatsapp, mentre stiamo parlando con il nostro compagno di vita, giocando con i nostri figli o cenando con gli amici?

Ci sarebbe da riflettere, soprattutto se diamo credito a Bauman, che ritiene che “…questo rimpiazzo della vera amicizia con i social network, provoca una profonda sensazione di insoddisfazione”.

Concludo con una buona notizia: pare la felicità si possa allenare.

Il professor Martin Seligman, psicologo considerato fondatore della psicologia positiva (ovvero, in estrema sintesi, di un approccio che mira al potenziamento del benessere mentale di tutti e non solo alla cura o al miglioramento della vita di chi presenta particolari patologie psicologiche), propone un facile esercizio per aumentare il nostro livello di felicità.

Ogni sera annotate 3 cose della giornata che sono andate bene o vi hanno resi felici.

Poiché ci concentraimo spesso sul negativo, tenendo a mente soprattutto i nostri errori, le cose che non abbiamo fatto, i problemi e le paure, riportare alla mente tre cose belle aiuta ad essere più soddisfatti delle nostre vite, riequilibrando le nostre percezioni, e facendoci sentire così più felici.

Vi lascio con una risorsa gratuita di actionforhappiness.org (il cui decalogo per essere felici è nell'immagine in apertura dell'artcolo - Potete iscrivervi, se desiderate contribuire anche voi ad un mondo più felice!) per giocare con i vostri figli su questo importantissimo tema.

Buona felicità a tutti!