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La mia prima volta da mamma/4

Tags : x-mum

Giuro che non scriverò più una storia così lunga spalmata su 4 post.. ma quando mai vi capiterà di sentire di una ragazza (perché a 27 anni si è ancora nella categoria “ragazza” vero?) che è incinta, nel bel mezzo del deserto del Sinai, con 1300 uomini che viaggia da una piattaforma petrolifera all’altra?
Ok, ora che me la sono tirata, finisco il poema.

Sono rientrata dal Cairo nel Sinai ancora per pochi giorni, quelli che bastano per buttare via tre quarti del mio vestiario macchiato di olio grezzo che neanche lavando a 120° con una Miele di ultima generazione andrebbe via!

Nel frattempo controllo i voli, prenoto, tutto ok, che bello! Avviso casa, parenti, conoscenti, amici, benefattori che sarei tornata in patria per il 20 dicembre e poi da Milano sarei tornata a Trento fino all’Epifania. Tutto sembra filare liscio.. sembra..

Chi cavolo ancora può mettersi tra me e mio marito per abbracciarci e finalmente assieme gioire del miracolo che stava crescendo dentro me?? Ovviamente lui.. sempre e solo lui: IL METEO! Caro signor Bernacca.. ma non potevi rompere le scatole

Ma porca di quella miseria.. qua sono ancora 28 gradi e a Milano (mica Canazei o San Bernardo di Rabbi!!) a MILANO prevista tormenta di neve! Ci fanno volare dal Sinai al Cairo e lì ci bloccano per un giorno.. amen.. me ne farò una ragione nell’hotel a 4 stelle con la piscina.. soffro in piscina prendendo il sole! ;-)

Passa l’allerta dopo due giorni, salgo sull’aereo diretta a Linate, rido e scherzo col mio collega che continua a domandarmi come sto, se va bene, se posso volare, se il sedile è comodo (che carino… manco fossi Obama sull’Air force One). Il volo prosegue, tutto tranquillo, passiamo il Mediterraneo senza intoppi, arriviamo sull’Italia e guardando dal finestrino vedo tantissime belle nuvole nere e ogni tanto anche illuminate.. che meraviglia.. mi stanno preparando i fuochi d’artificio! Aspetta che lo dicono anche all’interfono: “Gentili passeggeri a causa di un ospite speciale, siamo felici di annunciarvi che Roma ha deciso di accoglierla per un po’ di tempo per poter gioire con lei della bellissima notizia della gravidanza”.

Ovviamente questo è quello che ho sentito io. Solo a posteriori il mio collega mi ha detto: “no guarda Elisa hanno annunciato una perturbazione sull’Italia e ci dirottano su Roma”.

Ma non sto a raccontarvi tutto però vi dico solo che atterrata, portata senza bagaglio in un albergo di Ostia, collassata vestita sul letto, mi sono messa a piangere pensando che sul forum che seguivo tutte si stavano preparando a dare l’annuncio in famiglia, mentre io ricevo una telefonata dai suoceri (ignari del dirottamento e tanto più della mia gravidanza) che in vivavoce con mia cognata appena rispondono mi dicono: “BENTORNATA IN ITALIAAAAA”

La mia risposta? Volete sapere quella data o quella pensata? ;-)
Ve le risparmio entrambe.. perché una piangente una che iniziava con “va” e finiva con  “lo”.. ancora oggi mi pento di quello che ho pensato di voler rispondere!

Comunque alla fine dei conti atterro a Linate alle 7 di mattina per fortuna sempre accompagna dal “santo collega” che anche nel momento in cui ci hanno detto “abbiamo perso i bagagli” è riuscito a farmi mantenere la calma.

Uno dice “chissenefrega, è roba sporca, da buttare”.. ma nooo porca miseria!! Ho tutti i regali di Natale di pregiato cotone egiziano: tre corredi copripiumini, camicie, completi, asciugamani.. roba che qua in Italia così bella non la trovi!! Quello mi fa girare a mille.. ma non demordo! Mi siedo per terra e aspetto praticamente per 3 ore tutti i voli che da Roma e dall’Egitto devono atterrare a Milano e poi miracolo! Arriva lei.. la mia valigia!!!! Se avessi visto la Madonna probabilmente non le avrei fatto tutte le feste che ho fatto al mio trolley.

Sono in patria, con le mie cose di cotone e Milano innevata! Non c’è nulla di più romantico di farmi portare dal collega di fronte al nostro palazzo al lavoro, vedere uscire commosso il marito, io vestita da mondina che raccoglie il riso in primavera a zero gradi e l’unico freddo che sento è il calore dell’abbraccio del marito commosso che mi dice: “sei qui, grazie, ti amo”.

Ed ecco a poco meno di 10 settimane come ho gioito col marito della gravidanza!

Ovviamente il giorno dopo dovevamo tornare a Trento, ho passato la serata a cercare su internet un ginecologo sulla tratta Milano-Trento almeno per vedere se il fagiolino c’era e il cuoricino batteva, quindi sosta a Cologno Monzese in uno studio privato che mi ha accettato “al volo”.. della serie: “scusa amore possiamo fermarci in autogrill che devo farmi fare un’ecografia e già che ci siamo prendiamo una birra e un Camogli?” L’ho sempre detto che gli 883 sono gli unici che hanno descritto la vera storia dell’Italia!

E vi lascio con questa poesia, sempre “made 883” che dal momento in cui ho visto quel concentrato di vita dall’ecografo ad oggi io sento risuonare (insieme agli acufeni dovuti alla mia cervicale) nella mia testa:

Vorrei dirti, vorrei, ti sento vivere

dovunque guardo, ci sei tu

ogni discorso, sempre tu

ogni momento io ti sento sempre piu’.

Vorrei dirti, vorrei, ti sento vivere

in tutto quello che faccio e non faccio

ci sei, mi sembra che tu sia qui sempre.

 

Elisa Brussich

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Avete perso le puntate precedenti? Niente paura: le potete leggere qui!

La mia prima volta da mamma

La mia prima volta da mamma/2

La mia prima volta da mamma/3