diventare genitori è un gioco da ragazzi

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La mia prima volta da mamma/3

Tags : x-mum

No, non sono in Italia, sono ancora nel Sinai, nella mia baracca, con il mio amico geko, le mie fedeli zanzare e la mia schiera di blatte rosse che vengono su dalla doccia mentre mi lavo e che io rimando giù spruzzando Fructis alla pressione di un compressore…. (oh, voi pensate che io racconti frottole.. ma giuro che è così!)


Alla mia seconda settimana sembrerebbe tutto filare liscio a parte leggere sul forum di cui facevo parte che le mie compagne di panza hanno già prenotato l’eco, stanno prendendo l’acido folico e hanno già fatto le analisi del sangue.
Io invece sono nel deserto, con un test positivo, ovaie che pizzicano e a mangiare caproni.

 

 

Vi risparmio con tutto il cuore la festa di fine Ramadam (El Aid.. il nostro Natale) perché vedere lo sgozzamento del karuff non è certo per stomaci sensibili.. figuratevi per uno stomaco incinto!


Dicevo, tralasciando El Aid, finalmente una notizia positiva dal capo: dalla settimana successiva sarei stata al Cairo.
IL CAIRO!!!!!!!!!! civiltà! Farmacia!
Inizio anche qua a preparare il mio borsone.. elimino la tutona da benzinaia e metto jeans e pantaloni di lino e magliette. Si parte! Ovviamente non pensate all’aereo di linea.. charter da 10 posti che ogni volta che decolla è un’Ave Maria e tre Padre nostro per sperare che si sollevi prima della fine della pista.. ma ormai sono abituata e non ci penso.

 

Atterro al Cairo.. hotel 4 stelle a Mahdi (quartiere IN della città), il giorno dopo prima di andare agli uffici chiedo di poter tardare per andare in farmacia. Accosentono.

 

Entro in farmacia e vado al bancone:
“Good morning, I’m pregnant and I need folic acid please”
(buongiorno, sono incinta, mi serve l’acido folico)
Se avessi detto a mia nonna di farmi l’integrale di sen x2 avrei visto una faccia più serena.
Farmacista: “ehm, sorry? What do you need?”
Io: “folic acid, I’m pregnant" (facendo segno del pancione)
Farmacista: “ah, wait” (ormai al “wait” ci ho fatto l’abitudine qua giù)


Va via ed esce una donna velata che sembra più sgamata, ripeto la domanda e lei capisce e mi dà una scatola con scritte in arabo. Azz.. non è che mi ha dato il principio attivo del Lexotan??

 

Allora le ri-spiego, segno col pancione (non parlava inglese), blatero qualcosa e lei sorride ancora con questa scatola in mano. Torna il farmacista di prima e fa da intermediario. Arriviamo alla conclusione che di acido folico si tratta.


Chiedo la posologia.
Qua penserete “ueh che forte a Bruss che sa dire “posologia” in inglese”.. ma vaaaa: “and how many pads I’ve to take? And when?” (ah dottò.. quante pasticche devo prendere? E quando?)
Traduzione alla farmacista. Risposta: “one per week” (una alla settimana).

 

Cheee? Ma io sul forum ho letto che le tipe in Italia ne prendono una al giorno! Ok, calmi, saranno concentrazioni diverse.
A questo punto dovrei instaurare con un farmacista (che riferisce in arabo alla farmacista che spiega e che poi torna a me in inglese) un dialogo sulle concentrazioni di acido folico.. sempre che di acido folico si tratti. Avete presente il giochino del telefono senza fili? Ecco.. saluto, ringrazio e vado senza acido folico.

 

Passo la settimana non pensando di essere incinta e tra lavoro/passeggiate al mercato mi ritrovo la sera incollata al water per un dialogo costruttivo con lui. Della serie: io esterno le mie preoccupazioni e lui le raccoglie.. e io tiro l’acqua. Amen sorelle. Avete capito.
E anche la mia settimana al Cairo termina. E’ ora di tornare nel Sinai. Che bello. Che gioia.
HELP ME.


Risparmio il racconto del volo sul charter fatto contromano (nel senso che ero seduta con la schiena rivolta alla cabina di pilotaggio)

 

Alla prossima puntata il rientro definitivo in Italia, lacrime, commozione.. e… vi lascio immaginare…

 

Elisa Brussich

 

 

Curiosi di sapere cosa era successo prima? 

La mia prima volta da mamma

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