diventare genitori è un gioco da ragazzi

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La mia prima volta... da mamma

Tags : x-mum

Che voi ci crediate o no, prima non ero mamma, non sono nata mamma... anzi!


Prima ero una che non riusciva a stare ferma in un posto più di un tot, tanto che il povero Carlo (chiamato dagli amici “il Santo”, il mio moroso e attuale marito) riusciva a venirmi a trovare a Trieste (dove ho studiato geologia). Il suo amore era (e credo lo sia ancora..) tale che quando finalmente finivo la sessione estiva di esami a giugno e tornavo a Trento, lui povero Cristo prendeva lo zaino, raccattava qualche amico e veniva ogni santa settimana per 2 mesi e mezzo su al Rifugio Dorigoni (mica la malga Brigolina eh! Il Dorigoni.. 1000 m di dislivello dal parcheggio del Coler!!) dove lavoravo per pagarmi studi e appartamento. Questo per 4 anni…

 

Un giorno mi fa: “lo sai che ci vediamo 64 giorni all’anno?”
E io che sono sensibile e lo amo: “davvero? Ahahah mi spiace!”
Ma nonostante questo mi è stato sempre vicino, talmente vicino che poi quando ho iniziato a lavorare, ha mandato il CV ed è stato assunto. Cioè.. capite?? Molla gruppo musicale, amici, parenti, corale Altreterre, coro parrocchiale, molla Trento e tutto quello che comporta lasciare la nostra amata PATT! Uno così come fai a non sposarlo?
E quindi ci sposiamo e.. siamo colleghi!

 

E cosa fa la mogliettina innamorata? Si fa spedire in mezzo al Sinai per sette mesi in un campo petrolifero. Il mio sì che è amore vero! Ma ragazzi.. guadagnavo tanti bei soldini a fronte di una vita di emme in mezzo a 1300 uomini e convivevo in una stanza con blatte rosse che volavano, un geko e miliardi di zanzare…

 

 

Ovviamente avevo dei rientri ogni tot settimane per qualche giorno e in quei giorni facevamo i veri neo sposini iper innamorati, talmente innamorati che al mio ultimo rientro presi dall’ammore taaac..  incinta!


Ma quello che voglio raccontarvi oggi in questo post è come gliel’ho comunicato e com’è stato il mio primo mese di gravidanza. Ovviamente sarebbe da scriverci un libro.. quindi divido la storia in più post!


PRIMO GIORNO DA INCINTA
Non avevo idea dei sintomi di una gravidanza, ma sapevo che ero potenzialmente “a rischio” e quindi parto con la mia solita valigia con la ricarica di CIF, disinfettante, vestiti da benzinaia e.. un test di gravidanza da 6 euro.
“Ma non vorrai mica portartelo sul serio vero?”
“boh non so Carlo.. ho una sensazione strana”

 

Parto.. arrivo alla mia baracca (e non perché oggettivamente lo fosse, ma perché le chiamano così) e inizio il mio ultimo turno. Era novembre 2009, le temperature erano ancora sui 28 gradi ma la sera si arrivava anche a 12.. aspettavo le mestruazioni a giorni ma sentivo strane cose: dolori alle ovaie, fitte, seno dolorante.. cerco su google “oh cazz.. domani muoio!” Mi ero diagnosticata l’impossibile.


Chiudo Google e scrivo a varie amiche.. sembra palese che io sia incinta.. per non saper né leggere né scrivere non vado più in palestra (ebbene sì avevamo una palestra con gli scarafaggi e i pesi tutti arrugginiti) e sto attenta al cibo. Un giorno, due, tre di ritardo.. io che sono un orologio svizzero.. attendo il quarto.. niente.. il quindi giorno mi sveglio come sempre alle 5 (orario Italiano, le 4) perché dovevo essere al lavoro alle 6, vado in bagno apro il test e lo faccio.. neanche il tempo di tirarmi giù le mutande che c’erano già le due righe.


C’era praticamente il test che mi diceva: “senti, fammi il piacere di non prendermi per i fondelli, rapporto a rischio, 4 giorni di ritardo, dolori qua e là.. dai per piacere”

Mi tremano le mani, tachicardia (che nel mio caso saranno stati 70 battiti visto che ho una media di 49 al minuto..), sudori freddi.. checcccavolo faccio ora?
Faccio la cosa più stupida.. chiamo il marito al cellulare (ore 4 italiane), sento una voce impastata che dice “pronto? Cosa è successo?”
“Carlo positivo”
tu-tu-tuuuuuuuuuuuuu

 

Oh porca miseria.. ho ucciso per via telefonica il marito.. adesso mi chiama la D’Urso e finisco a Pomeriggio 5.
Ok.. richiamo..
Tu-tu-tu-tu-tu-tu
Io già me lo vedevo.. alzato dal letto, scivolato sulla coda della gatta, battuto la testa sul comò, corso in bagno, dissenteria fulminante, 118 allertato, lombosciatalgia riattivata…

Tu-tu-tu-tu
Niente, rinuncio.. allora vado dal mio collega/amico italiano e gli dico: “Marco sono incinta”
Ore 6 del mattino, in mezzo al Sinai da 6 mesi, uomo distrutto dagli acari del materasso, occhiaie fino al collo.. e mi fa: “Brussich per favore non pigliarmi per il culo che dobbiano andare dai Mustafà in ufficio”
“Marco giuro, guarda”

tu-tu-tuuuuuuu

 

Ah no.. scusate.. era dal vivo!
tu-tum-tu-tum-tu-tum (il suo cuore in fase pre-scoppio..)
“Azz.. e come fai ora? Cosa devo fare? Carlo lo sa?”
E io: “non so se è ancora vivo.”
Marco: “bene, è confortante”

 

Vi piacerebbe sapere come va avanti vero???
Mi spiace! Dovete attendere il prossimo post! Non vorrei scrivere troppo che poi mi sento pure in colpa per avervi tolto tempo ai vostri figli/casa/lavoro/mariti.. quindi: alla prossima! (che cattiva che sono!!)

 

Leggi qui la seconda parte del racconto