diventare genitori è un gioco da ragazzi

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Tata Francesca incontra Genitori e dintorni...e inaugura la sua Wb TV!

20 novembre 2015


Metti due donne che se la raccontano – tazza di tè in mano e piedi nudi nell’erba - in un soleggiato pomeriggio di fine agosto. E metti che una di queste sono io, e l’altra Francesca Valla, la “tata Francesca” di S.o.s. Tata.

 

Una chiacchierata piacevole su genitori e genitorialità, e la gradevole conferma che lei – Francesca – oltre ad essere una competente educatrice, è una donna simpatica, spontanea e alla mano.

[Per dire: senza battere ciglio è scesa dai tacchi per fare le foto con me, quando, ridendo, le ho fatto notare che non sarei entrata nell'inquadratura per la differenza di altezza! (A chi se lo chiedesse, confermo: è proprio bella come la vedete in tv!) Che altro aggiungere?! Una di noi!]

 

Dopo qualche scambio di informazioni sulle nostre figlie e su come avevamo trascorso l’estate che ormai stava volgendo al termine, Francesca ha risposto alle mie mille domande. Sempre con il sorriso sulle labbra.

 

D: Come interpreti l'esigenza di confronto e di modelli che i genitori cercano al giorno d'oggi?

R: Mamma e papà non si nasce: è una cosa che va imparata. Una volta si acquisiva dai genitori, che lasciavano ai figli una sorta di testimone. Ma i cambiamenti della nostra società sono tali che questo, al giorno d’oggi, non è più attuabile.

 

L'educazione ora è una cosa complessa. Per noi mamme di oggi è più frequente sentirci un po’smarrite, ed è naturale cercare nuove traiettorie, una bussola che ci orienti nel nostro percorso. Leggendo libri, formandoci, ma anche facendo sentire la nostra voce ed ascoltando le voci degli altri.

Il confronto, a mio avviso, è positivo, perché denota capacità di mettersi in discussione, e permette di imparare e di prendere idee e spunti dagli altri per migliorarsi, trovando poi un proprio metodo come famiglia.

 

Mi capita a volte di trovarmi di fronte a donne convinte di non essere brave madri, e invece finisco con lo scoprire storie bellissime, e tanta creatività: non ci si pensa, ma spesso le insicurezze portano a soluzioni molto originali!

 


D: Internet è spesso il luogo in cui i genitori cercano spunti, quando non direttamente risposte. Come vedi questo mezzo?

R: L’enorme massa di notizie può disorientare, ed è quindi importante valutare e scegliere le informazioni reperibili nel web.
Su Internet, e sui social media in particolare, sarebbe necessario un filtro, soprattutto in ambito medico, dove è fondamentale affidarsi a siti competenti, e – prima di tutto - a medici e pediatri.


Provate a riflettere: andreste dalla prima persona che passa per strada a chiedere un consiglio da esperto?

 

D'altro canto, come dicevo, il bisogno di condivisione, di dire (e sentirsi dire), è naturale e positivo: aiuta a capire che siamo tutti sulla stessa barca. Capita anche a me!
Facendo rete ci si tende la mano. E alla fine, anche in me più che un’esperta cercano una mamma come loro.”

 

D: “E com’è Francesca mamma rispetto a Francesca tata?”

R: “Una strada di sola teoria può essere noiosa e poco arricchente. Diventare mamma mi ha permesso di vedere le cose sotto una luce diversa, senza sradicare ciò che sono stata fino al momento prima.
Vedo l’essere diventata mamma un’evoluzione non solo professionale, ma anche – soprattutto - personale.”

 

D: Grazie alle tue competenze e -  a questo punto – alla tua maternità, quali suggerimenti trovi utili, al giorno d’oggi, per crescere i nostri figli?

R: Vorrei fare una premessa. Da tata trovo giusto esprimere i miei pensieri, ma nutro grande rispetto per le scelte di ognuno: so che sono spesso frutto di riflessioni importanti.

Del resto sono convinta che solo se credi e senti di poter far tuo un consiglio, questo funziona. Se per seguire un consiglio ti sforzi, sbaglierai. I genitori devono essere naturali! Per esempio: il passaggio dal lettone al lettino funziona solo se i genitori lo desiderano davvero.

 

L'unica priorità è la sicurezza. Tutto il resto è una scelta.

 

Detto questo, oggi c'è molta partecipazione da parte dei genitori nella vita dei figli.
Bisogna però che ci sia anche rispetto per il loro mondo di bambini. Il messaggio deve essere chiaro: 'non mi voglio sostituire a te, ma posso essere una guida valida.’

 

È poi fondamentale per genitori e insegnanti approcciarsi ai bambini attraverso uno sguardo neutro. Confrontarsi, ma anche saper ascoltare e osservare senza giudicare, che è l’unico modo per comprenderli davvero.

 

Non pretendiamo un figlio perfetto. Con lui possiamo sperimentare, metterci noi stessi alla prova.

L'opposizione – per esempio - deve essere un momento di apprendimento per il genitore: che, fermandosi e riflettendo, potrebbe anche riconoscere che questa opposizione è sensata.
Dobbiamo accettare che nostro figlio possa avere emozioni diverse dalle nostre.

 

Un’altra cosa fondamentale è l’educazione emotiva, attraverso cui si struttura l’individuo (secondo me andrebbe insegnata a scuola!).

 

Dire al bambino 'Non puoi arrabbiarti, non puoi piangere' equivale a bloccarlo, mentre sarebbe davvero importante aiutare i figli a esternare ed incanalare le emozioni: è grazie ad esse che l’individuo impara a stare bene con se stesso.”

 

Mentre parliamo, facendo frequenti e piacevoli digressioni sulle nostre quotidianità, mi rendo conto che Francesca è anche più attiva e vulcanica di quanto pensassi: insegna alla scuola primaria, scrive libri, fa tv e radio (e verso quest’ultima dichiara il suo amore).

 

D:”Come riesci a fare tutto?”
R: “Organizzazione è il mio mantra”, mi dice.

 

D: E fra le mille cose che fai, quando ti senti più a tuo agio?”

R: (e non esita un istante!) “Sicuramente in cucina con mia figlia! Premetto che il cibo, per noi in famiglia, prima che nutrizione è cultura. E il contesto familiare è quello che mi fa stare davvero bene.

 

Devo comunque dire che sono fortunata: ho fatto della mia passione un lavoro, e attraverso i bambini posso vivere quel contesto familiare in cui sto tanto bene.

Poi in classe a volte si fa fatica, ma mi piace la sfida! L'obiettivo è riuscire a creare un clima positivo all’interno del gruppo, e tirare fuori il meglio da ogni singolo bambino.
E, quando esco da scuola, anche io sento di avere imparato qualcosa.

 

Cogliere l’apprendimento dei bambini è il lavoro più bello del mondo, e vorrei non rinunciarvi mai.
Ma nella vita si evolve, e io sono una persona che ama sperimentare e mettersi in discussione. Per migliorare sono anche pronta ai cambiamenti. E a fare errori, che, comunque, servono ad imparare.”

 

Sarei stata altre ore a chiede e ascoltare, raccontare e condividere. Ma, sapendo di stare "rubando" Francesca alla famiglia, con cui era in vacanza, ho chiuso l'intervista con tante domande ancora in testa. Fortuna ci siamo salutate con un arrivederci!

 

In attesa di incontrarla nuovamente per approfondire con lei altri temi, vi do una dritta: proprio oggi – Giornata Internazionale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza – Francesca Valla inaugura la sua web TV su Yahoo, dove troverete suggerimenti, consigli, spiegazioni e informazioni utili sulla genitorialità.

 

Il video di oggi? #ibambinihannodirittodiesserebambini

 

 

 

 

Trovate francesca Valla anche sul suo sito

www.francescavalla.it

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