diventare genitori è un gioco da ragazzi

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Mamma da sei anni: riflessioni e scoperte

24 settembre 2015


Desiderate una vita ricca di emozioni, cambiamenti repentini, che non annoia mai?

Fate un figlio! L'instabilità diventerà la vostra costante.

 

Quando diventi genitore si rafforzano le capacità di resistenza fisica (corsa, pesi e sonno) e psicologica (calma, capacità di reazione, inventiva, creatività).

 

Si sviluppano notevolmente anche le competenze: diventerete multitasking (parlare con gli adulti mentre i bambini vi chiamano in continuazione, controllare se il bambino fa ciò che deve mentre mettete a posto la casa, ecc...), adattabili (nido, materna, elementari, ecc... nuovi ambienti, nuovi rapporti, nuove regole e cose da ricordare), flessibili (dovevi fare una commissione ma tuo figlio rifiuta di seguirti; stavi partendo per una vacanza, ma il bambino si prende la varicella, ...), osservatori attenti (per prevenire o gestire cambi di umore repentini, cogliere segnali importanti, ...), e anche un po' veggenti (per prevenire possibili disastri!).

 

Per esempio: ora noi siamo alle elementari (e parlare al plurale è doveroso, poichè ogni passaggio importante, ogni esperienza nuova, ogni cambiamento che avviene nella vita della mia bimba, avviene anche nella nostra di genitori).

 

Abbiamo nuovi ritmi, nuovi amici, nuove regole (molte delle quali - noi genitori - le dobbiamo intuire e interpretare).

 

Con la mia testa sempre un po' per aria, ma volendo a tutti i costi che la mia bimba si senta supportata con competenza in questo passaggio tanto importante, già al secondo giorno di scuola ero completamente spompata:

ricorda i buoni pasto, compra tutto il materiale, etichettalo, sveglia la mattina e prepara una sana colazione, orologio sotto mano, memorizza nomi e informazioni...

Fortuna era già venerdì!

 

Sono cose a cui non pensi, quando non sei genitore. Cose che non ti aspetti. Ascolti - spesso con poco interesse - chi ti racconta ciò che vive con i figli, ma non puoi davvero capirne il senso profondo finchè non ti tocca di persona.

 

Ed essere stato figlio non conta: a me pare che mamma e papà sapessero sempre cosa fare, come farlo, e non vivessero dubbi e paure che - invece - accompagnano i genitori della nostra generazione.

Mi chiedo spesso se una volta fosse tutto più facile e naturale, se fossero più bravi a dissimulare, o se siamo noi genitori di oggi a dare troppo peso agli avvenimenti nella vita dei nostri bambini.

 

D'altro canto, il tempo passa così velocemente, e loro crescono così inesorabilmente, che è impossibile non desiderare di condividere e partecipare ad ogni loro attimo di vita ed ogni emozione che li invade.

 

Emozioni che, anche in noi adulti, con l'arrivo di un figlio si amplificano e aumentano.

 

La prima volta che ho realizzato questa cosa è stato quando, in ospedale, mi hanno lasciato Matilde a fondo letto che piangeva forte per la fame. Era una tortura non stringerla a me, così - nonostante i punti del cesareo - mi sono tirata su dal letto, e sono andata a prendermela, piangendo anch'io, per sfamarla e calmarla.

E che dire della tenerezza che provavo per lei incerti momenti, tanto dirompente e totalizzante da farmi uscire il latte (Ah! La perfezione della natura!)?

 

Ora ci sono ancora momenti in cui guardo la mia bambina e gli occhi si gonfiano di commozione: attimi sospesi in cui la vedo, cresciuta ma sempre la mia piccolina, con quella sua inconfondibile luce negli occhi, e mi coglie ancora lo stupore di aver davvero fatto noi una simile meraviglia (parlo con il cuore di mamma, non in assoluto!).

 

Dolcezze a parte, Matilde ha anche un primato imbattuto: è l'unica persona al mondo che riesce a farmi urlare di rabbia.

Sono una persona paziente, comprensiva, riflessiva, incapace di litigare...se non con lei! Tira fuori il peggio di me, soprattutto quando ho un orologio da tenere sott'occhio, o quando le lavo i capelli (da 6 anni urla, strepita e si lamenta).

 

Analizzando la cosa, credo sia perchè è tanto e talmente consolidato l'amore che proviamo l'una per l'altra, che sappiamo di poter andare oltre senza che questo intacchi il nostro rapporto. (Preciso che non accade tanto spesso, che anche lei urla orribilmente con me, e che - di solito - poi ci chiediamo scusa e facciamo pace velocemente!).

 

E voi, che scoperte avete fatto diventando genitori?

 

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Diventare genitori è complicato anche per la conciliazione con il lavoro (e con i propri sensi di colpa). Voi come la vivete? Io la penso così.

E su cosa sia giusto e cosa sbagliato nelle modalità di educare i figli, evete certezze?

 

Trovate qui un breve elenco di cosa è cambiato, da un punto di vista pratico, da quando ho una figlia: ecco le cose che non faccio più come prima!