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Educazione alla relazione di genere: L'Assessora Ferrari sulle scuole trentine

7 settembre 2015


 

Amo capire le cose. Approfondire e cercare di andare alla fonte delle notizie di mio interesse, soprattuto di quelle che non mi tornano.

 

E questa sulla formazione all'educazione alla relazione di genere a scuola, che sta mettendo in agitazione un enorme numero di genitori, è forse fra le più importanti.

 

 

Perchè proprio non comprendo il motivo per il quale un argomento tanto importante debba fare paura.
Forse perchè è stato legato da un lato alla terribile idea di insegnamento di pratiche sessuali in tenera età, e dall'altra all'"istigazione" all'omosessualità (tristemente ancora da molti vista come una piaga da cui dover fuggire).
Il tutto buttato nell'unico calderone del "gender" - termine divenuto ormai ombroso e inquietante a causa dell'accezione negativa che da molte parti gli si è voluta dare.

 

 

Ho letto, mi sono documentata, ho approfondito (trovate qualche link interessante in conclusione), vedendo confermato ciò che il buon senso mi ha sempre sussurrato, ovvero che non vi è un valido motivo per il quale l'OMS debba indottrinare in maniera brusca e senza motivo i nostri bimbi - fin dalla tenera età - su tematiche tanto delicate.

 

 

Comunque, dato che non sono un'esperta, ho cercato una voce che la questione la vive da vicino, ed ho scritto a Sara Ferrari, Assessora all'università e ricerca, politiche giovanili, pari opportunità, cooperazione allo sviluppo in Provincia di Trento, ponendole delle domande in merito.

 

 

Tengo a precisare che ho interpellato l'Assessora Sara Ferrari per il ruolo che ricopre a livello provinciale: chi, meglio di lei - occupandosi di pari opportunità - può raccontare cosa DAVVERO sta per succedere nelle scuole trentine?

 

 

Ha risposto. Non ero certa lo avrebbe fatto per via delle mille cose che certamente occupano i suoi pensieri e le sue giornate.

Le sono infinitamente grata di aver dedicato a Genitori e dintorni la sua attenzione.

 

 

Ecco cosa scrive a noi genitori.

 

 

"In questi mesi estivi è stata attuata una campagna mediatica sui social network, su WhatsApp e altro che hanno preoccupato molti genitori. Sono circolate informazioni che hanno allarmato i genitori facendo credere, addirittura, che nelle scuole trentine si insegneranno ai bambini e alle bambine pratiche sessuali.

 

Ho visto circolare anch'io, che sono mamma di una bimba e di un bimbo che frequentano le elementari, cose francamente raccapriccianti. Sono tutte FALSITA'.
C'è una intenzione strumentale nelle bugie che vengono diffuse a mescolare il tema dei diritti degli omosessuali con il tema dell'educazione alla parità, che tratta di altro.

 

Si tratta di una campagna organizzata a livello nazionale contro la "Buona Scuola" e che usa le paure dei genitori anche per contrastare le iniziative di legge per il riconoscimento dei diritti agli omosessuali.


In Veneto è dovuta intervenire anche la Diocesi di Padova per tranquilizzare le famiglie e per dare informazioni corrette (trovate nel link un articolo in proposito).

 

In Trentino, anche grazie alla nostra autonomia scolastica, da 6 anni si propongono alle scuole dei percorsi formativi sia per insegnanti che per alunni (delle medie e delle superiori) con il duplice obiettivo di prevenire la violenza di genere e  di valorizzare il talento di ciascun individuo. I dirigenti e gli insegnanti che li hanno adottati si dicono soddisfatti e non hanno avuto alcuna lamentela."

 

 

D:  Quindi ciò che accade in Trentino non è legato a ciò che avviene nelle altre scuole italiane?

R: La Provincia Autonoma di Trento per l'autonoma scolastica di cui gode organizza questi percorsi separatamente dal nazionale, appunto da 6 anni.

 

 

D: - Quali scuole aderiranno?

R: Gli Istituti coinvolti sono:

Istituto di istruzione superiore “don Milani”
Istituto comprensivo Isera-Rovereto
Istituto comprensivo di Mezzolombardo
Istituto comprensivo Aldeno Mattarello
Istituto comprensivo Trento 7
Istituto tecnico tecnologico “M. Buonarroti”
Istituto delle arti “Vittoria, Depero, Bonporti”
Istituto Formazione Professionale “S. Pertini” Trento
ENAIP Trentino
Istituto comprensivo Trento 3
Istituto comprensivo Valle dei Laghi
Istituto comprensivo Dro
Istituto comprensivo Levico Terme
Istituto comprensivo Altopiano di Pinè
Istituto Marie Curie
Istituto tecnico economico e tecnologico “Carlo Antonio Pilati”
Istituto comprensivo Alta Val di Sole
Istituto comprensivo Bassa Val di Sole “G. Ciccolini”
Istituto di istruzione “Guetti”
Istituto comprensivo Giudicarie esteriori
Istituto comprensivo di Arco

 

L'adesione è stata una scelta autonoma degli Istituti che hanno anche potuto scegliere tra cinque percorsi rivolti agli studenti (ma solo delle scuole medie e superiori), oppure a docenti e famiglie. In totale i 21 istituti hanno attivato 61 percorsi: la maggior parte (30 percorsi) è rivolta agli studenti delle scuole medie e superiori.

 

 

D:  Quali saranno le principali tematiche affrontate?

R: In questi corsi si parlerà del ruolo sociale delle donne e degli uomini nella nostra comunità, dell’importanza di riconoscersi tra maschi e femmine uguali diritti, possibilità e valore.

Si spiegherà come le scelte scolastiche e professionali non debbano essere condizionate dal genere ma dal proprio talento. Anche in Trentino infatti è ancora alta la differenza di parità di opportunità tra uomini e donne.

Lo vediamo  nel lavoro, nel riconoscimento dell'impegno  sociale, nella politica e gli esperti ci dicono che anche la violenza sulle donne è legata a un substrato culturale che assegna meno valore all'essere donna rispetto all'essere uomo. 
 

 

D: Come - e da chi - sono definiti i programmi?

R: A garanzia del contenuto e della correttezza delle informazioni, il programma dei percorsi di formazione è frutto del coordinamento tra l’assessorato alle Pari opportunità, IPRASE, Commissione Pari Opportunità e Università di Trento. 

 

 

D: - Tali tematiche saranno trattate dagli stessi educatori e insegnanti, o richiederanno interventi esterni?

R: . I corsi verranno svolti da personale selezionato e formato dall'Università di Trento e dall'IPRASE. 

 

 

D: - E sarà possibile prevedere qualche incontro chiarificatore che fughi dubbi e timori dei genitori più preoccupati?

R: Nelle scuole che hanno aderito ci saranno degli incontri con i genitori per spiegare le attività che verranno svolte e, successivamente, anche un momento di restituzione e di confronto.

Inoltre anche nelle scuole che quest'anno non hanno aderito sarà possibile organizzare un incontro pubblico per illustrare queste esperienze.
 

 

Prima di concludere, l'Assessora Ferrari precisa: "Non esiste il patto educativo di cui si sente parlare e che i genitori vengono invitati a non firmare.

I referendum proposti riguardano la riforma nazionale “Buona scuola”.


Uno, in particolare, chiede di sopprimere le parole "di genere" (riferite alla prevenzione della violenza) e di eliminare dal testo il riferimento al decreto Femminicidio, approvato nel 2013.

Il comma 16 del ddl Buona scuola rimanda infatti alle norme del Governo Letta in cui si prevede il rispetto della rappresentazione "di genere" e delle discriminazioni sempre riferite "al genere""

 

 

Mi pare che ci siano elementi che possono rasserenare i genitori perplessi o disorientati.

Ma, se ancora qualche dubbio resta, sul sito delle pari opportunità si trova la documentazione relativa alle tematiche locali (al link: bando e documentazione).

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Per approfondire le tematiche legate al gender, ed ai messaggi inquietanti che sono girati negli ultimi mesi, ho trovato chiarificatori i seguenti contributi:

- "Educazione sessuale nelle scuole - No gender, no party" - Ordine psicologi Lazio 

- "Che cos’è la “teoria del gender”" - Il Post

- "Sulla rilevanza scientifica degli studi di genere e orientamento sessuale e sulla loro diffusione nei contesti scolastici italiani"- Associazione Italiana di Psicologia 

- Standard per l'educazione sessuale in Europa - World Health Organization e Federal Centre for Health Education

"No, non è omofobia" - Bufale un tanto al chilo

 

 

 

Di 

Maria Paola Cordella