diventare genitori è un gioco da ragazzi

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Di figli, affettività e sessualità (ovvero: come si gestisce il tutto dalla parte dei genitori?)

29 maggio 2015


"Mamma, ma i bambini nascono dal culetto?"

"No amore"

"Dalla patatina"?

"Non esattamente...diciamo che c'è un altro buchino nascosto, che per ora non serve a nulla e non ti accorgi che esiste, ma che da grande servirà a far nascere il tuo bimbo".

 

Silenzio. Pare sia andata. Mia figlia si gira e ricomincia a giocare.

 

Ma...come affrontare l'argomento sessualità con i figli

 

In un mondo in cui i nostri figli paiono crescere tanto rapidamente, e conoscere tutto, quando/come/perchè parlarne con loro?

 

 

Un'occasione di confronto l'ho avuta con Centro Percorsi, a cui mi sono rivolta sapendo che organizzano corsi per ragazzi dedicati a questo delicato tema.

 

"Già distinguere fra maschi e femmine è parlare di sessualità con i bambini" ha affermato la dott.ssa Martina Rinaldi Psicologa psicoterapeuta ad indirizzo sistemico-relazionale.

"Dai 4 - 5 anni i bambini iniziano a chiedersi come sono nati, e come sono fatti. Dopo un periodo silenzioso, nella pubertà avvertono i cambiamenti del corpo e delle relazioni. E le loro curiosità passano ad un altro livello."

 

Ok, ma come affrontare il tema? Aspettare che loro chiedano, o prenderli da parte e fare il classico "discorsetto"?

 

"Dipende molto da famiglia a famiglia - interviene la dott.ssa Laura Dondè, anch'essa Psicologa psicoterapeuta ad indirizzo sistemico-relazionale -pochè la sessualità ha a che fare con questioni intime, morali, religiose, familiari. 

E con lo stile di vita delle singole persone e della famiglia. Ci sono genitori con un approccio più tranquillo, e quelli che si chiudono in bagno per fare la doccia.

 

Ciò che è importante è che non si crei imbarazzo, perchè sarà ciò che i ragazzi percepiranno maggiormante in un confronto con i genitori".

 

In pratica, la sessualità andrà raccontata e spiegata sulla base di come la famiglia la vede e la vive.

 

"Abbiamo molte richieste in questo senso da parte dei genitori - aggiunge Nadia Galler Assistente sanitaria, clinico della formazione - e varrebbe la pena partire con una formazione indirizzata proprio a loro, per aiutarli a superare le difficoltà iniziali. Del resto, spesso nessuno ha mai parlato della questione con loro, e hanno difficoltà a superare l'imbarazzo".

 

Ma come sono, in realtà, i giovani d'oggi di fronte alla sessualità?

"Parlano molto di sesso, hanno molte informazioni, ma non una sessualità agita. Durante gli incontri che organizziamo in questo ambito, chiedono spesso il siglinificato di certi termini. Sono esposti a informazioni distorte, e anche la pornografia - che in adolescenza può anche essere un modo di soddisfare curiosità naturali - è  importante venga contestualizzata."

 

Approposito di ragazzi e sessualità "distorta", ho trovato illuminante l'intervento del dott. Alberto Pellai a cui ho assistito a Milano.

Autore del libro “Tutto troppo presto. L'educazione sessuale dei nostri figli nell'era di internet”, si occupa di un tema di grande attualità: l’adolescenza e la fase di sviluppo sessuale fra i 10 e 12 e 13 e 14 anni nell’era di Internet.

Illuminante perchè - da mamma di una quasi seienne - certe domande ancora non me le ero poste, ed ho scoperto quanti danni il web possa causare nell crescita sana e serena dei nostri figli in ambito affettivo sessuale.

 

Perchè una pornografia spinta, pensata per adulti, fruita da ragazzini alle prime esperienze può essere non solo fuorviante, ma arrivare a spaventare e creare falsi miti, con cui è difficile poi confrontarsi.

 

Se volete approfondire, rimando direttamente all'articolo completo "La sessualità degli adolescenti e Internet".

 

Tornando a noi e alla nostra chiacchierata con le professioniste di Centro Percorsi, mi sono anche chiesta "è meglio essere realistici, adattando le informazioni all'età in cui nascono le curiosità, o raccontare favole ai bambini?"

 

"Non serve essere esperti delle tematiche da trattare, ma dei propri figli, sì - risponde la dott.ssa Dondè - Un genitore deve andare a sensazione: le storie di cicogne e cavoli vanno benissimo se credete vostro figlio non sia pronto.

Si può anche partire da libri che raccontano la cose come stanno (ce ne sono alcuni molto belli), e aggiungere delle storie.

 

Resta valida la regola della coerenza con la famiglia e con le sue modalità di approccio al tema."

 

"In tutto questo - riprende la dott.ssa Rinaldi - è importante che i genitori diano risposte alle domande dei figli, e lo facciano in maniera il più possibile serena. Anche ammettendo di essere in difficoltà, se necessario."

 

"Gli stessi genitori possono scoprire delle risorse che non sapevano di possedere  - conclude Nadia Galler - Comunque è fondamentale che la famiglia resti in primo piano, non pensando di poter delegare alla scuola ogni aspetto di confronto su queste tematiche. Bisogna che i genitori trovino una linea di confronto e dialogo con i figli, che resti aperta a nuove domande e risposte."

 

Io ho ancora qualche anno, spero, prima di dover dare spiegazioni impegnative a mia figlia. Ma mi piace prendermi per tempo. 

Sul comodino, ora, campeggia "La risposta del cavolo" di Barbara Summa, che mi hanno detto essere esilarante.

 

Poi, forse, sarò pronta. Non tanto a rispondere, quanto a sentirmi porre le domande... forse.