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Albania 2015: Tirana - Valona - Saranda e ritorno/1

18 agosto 2015


L'Albania mi ricorda tanto l'Italia di quando ero bambina: un tuffo in un passato vicino che però - per molti aspetti - appare lontanissimo. Uno scorcio che fa riflettere su come e quanto noi italiani siamo cambiati in poco più di 30 anni.

 

Questo Paese ha una lunga e difficile storia: oggetto di mire espansionistiche di numerosi popoli, che si alternarono dal 230 a.C. fino all'indipendenza dalla Turchia avvenuta nel 1912, è poi stata sotto regime comunista dal 1944, fino ad arrivare alle sanguinose proteste di massa del 1997 (potete approfondire qui).

 

Le grandi contraddizioni che oggi si possono osservare al suo interno, soprattutto nelle zone in cui il turismo è ormai una realtà consolidata, lasciano immaginare quanto più rapidamente di noi muterà questo Paese, abitato da persone cordiali, cortesi e disponibili che ci hanno accolti ovunque con sorrisi e gentilezza.

 

L'Albania è stata per noi lo scorso anno un'interessante scoperta, e per questo - come avevamo già ipotizzato dopo la vacanza a Valona (ne avevo parlato qui) - abbiamo fatto il bis, decisi a vedere la tanto decantata Saranda.

Stavolta - tranquillizzati dalla prima esperienza positiva - anche con il mio papà ottantacinquenne.

 

Con la voglia di rivedere Valona, curiosi di verificare l'evoluzione dei lavori sul lungomare, abbiamo optato per un viaggio che - da Tirana - ci avvicinasse in due tappe a Saranda (un po' per l'età del mio babbo, che forse una tirata l'avrebbe un po' sofferta, un po' per Matilde, che si sarebbe annoiata a morte).

Mesi prima di partire abbiamo prenotato gli hotel tramite Booking e la macchina, trovando offerte molto convenienti. 

 

E ho attivato per la durata del viaggio una polizza di assistenza medica per mio padre, che ci supportasse in caso di infortunio e coprisse eventuali spese (meglio averla e non usarla, che trovarsi nei pasticci): abbiamo trovato la soluzione più idonea data l'età del babbo, ed economicamente più conveniente (Poco più di 30 Euro per 11 giorni di permanenza).

 

 

DA TIRANA A VALONA

Il volo da Verona a Tirana è di poco più di 1 ora e mezzo. Atterrati di sera, abbiamo quindi scelto di dormire in centro a Tirana (circa mezz'ora di taxi), prendendo poi la macchina a noleggio il giorno dopo - sempre in aeroporto.

 

 

Di Tirana abbiamo visto il grande traffico (difficilissimo - a mio avviso - guidare  con la generale anarchia che vige sulle strade), un affollato quartiere popolare, una moschea: purtroppo la sera siamo arrivati tardi, e la mattina era troppa la voglia di partire per il nostro viaggio!

 

Il tratto da Tirana a Valona si percorre in parte lungo l'autostrada, che - essendo ancora in costruzione - lascia però spazio a lunghi tratti di strada normale.

 

Non so se sia per questa incompletezza, o per l'evoluzione e le forti trasformazioni ancora in atto in questa terra, fattostà che l'autostrada viene usata in modo un po' diverso rispetto alla nostra.

Non stupitevi, quindi, di vedere persone che la attraversano a piedi, o che procedono in bicicletta sulla corsia di emergenza - anche contromano - o che attendono gli autobus! E anche carretti trainati da asini, o mucche a passeggio sono piuttosto frequenti.

 

Questo, unito allo stile di guida diecisamente "allegro" degli abitanti, rende il viaggio in macchina - potrei dire - quasi avventuroso. Il consiglio è di mantenere alta l'attenzione, e di andare sempre piano. Cosa che, già nel nostro DNA di "bravi genitori", a noi è riuscita benissimo viste le scarse prestazioni dell'auto che ci hanno rifilato!

 

(A questo proposito, per esperienza personale, reputo preferibile affidarsi alle più note catene Rent a Car internazionali, un po' più costose, ma sicuramente più affidabili. Lo scorso anno ci siamo trovati bene con un'agenzia del posto, ma avevamo prenotato un'auto piccola e senza toppe aspettative.

Quest'anno - altra agenzia piccolina - desideravamo un'auto con prestazioni migliori, e ci siamo trovati con una macchina dalle gomme lisce ed un motore sfinito. Cosa piuttosto fastidiosa dovendo affrontare un viaggio come quello che avevamo programmato.)

 

VALONA

L'abbiamo trovata poco cambiata rispetto allo scorso anno. Ma si vede che i lavori procedono: il lungomare vicino alla città è stato liberato dai resti degli edifici abbattuti, lasciando spazio ad un'ampia spiaggia libera.

 

Dopo aver preso possesso delle stanze presso l'hotel Martini (perfetto per una tappa di una notte: in una laterale della strada principale, poco lontano dal mare, a meno di cinque minuti dall'Aulona Luna Park, è economico, molto spartano ma pulito; alcune stanze hanno un grande terrazzo con tavolini e sedie, e bagni nuovi. L'hotel è inoltre gestito da personale molto disponibile), ci siamo goduti un aperitivo al bar dell'hotel Liro, un luogo incantevole, incastonato nella roccia a strapiombo sul mare, che offre un ambiente rilassante con una vista spettacolare.

 

 

Memori dello splendido trattamento dello scorso anno, siamo poi tornati con piacere a cena al ristorante Pulebardha - in una laterale di Rruga Sadik Zotaj, più o meno di fronte allo stadio. Qui abbiamo mangiato splendidi antipasti di mare (fra cui ricci - che io adoro - ostriche, carpacci di pesce crudo, cozze e vongole... meraviglia!), una zuppetta di datteri di mare (una rarità, poichè da noi non si possono prendere) e pesce al forno freschissimo e saporito.

 

E, prima di dormire, qualche giro alle giostre dell'Aulona Luna Park, che Matilde ricordava perfettamente dallo scorso anno, e dove ha trovato automobiline da guidare con il papà, un trenino, giostre di vario genere e numerosi giochini adatti un po' a tutte le età (ci sono anche autoscontri, ruota panoramica, seggiolini volanti).

 

Dopo un sonno ristoratore, la mattina successiva ci siamo dedicati ad una passeggiata per la città. Lasciandoci il mare alle spalle, siamo giunti ad un piccolo parco, dove è stato interessante osservare numerosi signori raggruppati all'ombra degli alberi mentre giocavano con grande partecipazione a carte o a domino.

 

Sulla piazza antistante il parco, su Rruga Ismail Quemali, l'imponente monumento all'indipendenza dell'Albania, avvenuta nel 1912.

 

Li vicino abbiamo visitato anche la Moschea Muradie piccola moschea ottomana dall'architettura esterna di grande interesse.

 

Prima di riprendere il viaggio per la nostra meta finale - Saranda - abbiamo pranzato in un altro locale che ricordavamo dallo scorso anno. Klodi si trova sul lato opposto alla spiaggia, su rruga Skele-Uji Ftohte, lo stradone che costeggia il lungomare. Durante l'estate offre solo spartani tavoli all'aperto, e propone ottima carne alla griglia e allo spiedo.

 

E noi, che abbiamo tutti origini sarde, e che quindi mangiamo con enorme piacere i piatti a base di interiora, la sera prima abbiamo prenotato la kukurec - l'equivalente della cordula sarda. E ce la siamo goduta accompagnata dall'insalata greca (olive, feta, pomodori cipolle), che sul nostro tavolo - in Albania - non manca mai (in Italia le cipolle crude le tollero poco e non le digerisco, ma qui il mio stomaco accoglie tutto senza problemi!).

 

DA VALONA A SARANDA

Il viaggio tra Valona e Saranda è meraviglioso, ma tutt'altro che rilassante. I 120 chilometri (a mio avviso sono chilometri turistici, e la distanza è in realtà maggiore) che separano i due centri marittimi sono un continuo saliscendi di tornanti che, passando iniziamìlmente per la foresta del Parco Nazionale Llogara, lasciano qua e la spazio a incantevoli e inaspettati scorci di spiagge pressochè deserte dalle acque cristalline.

 

 

In altri tempi (ovvero quando mio marito ed io eravamo una coppia alla ricerca di posti mai visti e poco frequentati) questo luogo sarebbe stato fonte di entusiasmo: ci saremmo lanciati alla scoperta di tutte le calette, felici di dormire in alberghini qualunque, mescolandoci la sera a cena con gli abitanti dei minuscoli e cratteristici paesi che la strada principale attraversa.

 

Essendo ora mamma e papà, ed avendo la compagnia del "nonno", la cosa è stata un po' meno emozionante, e - anzi - ha causato un po' di ansia, dato che pareva le colline non finissero più! Il primo scorcio di mare è stato accolto con grande gioia, ma la meta finale era ben distante: il viaggio è durato più di 4 ore.

 

A fronte di una strada poco trafficata, le curve, la pendenza, i sorpassi azzardati (che li paiono essere la norma), uniti alla scarsa potenza del motore della nostra auto - che ci costringeva a spegnere spesso l'aria condizionata - hanno reso il viaggio abbastanza pesante (anche nella mia testa girava a ripetizione la frase "quando siamo arrivati?").

 

Premesso questo, sono felice di aver fatto almeno una volta questa esperienza. Si attraversano luoghi fra loro molto diversi, da fitti boschi di conifere a paesaggi quasi lunari di strane piante marittime. E il mare, quando appare all'improvviso dopo una curva, ha sempre toni di blu, azzurro e verde che io (che amo alla follia le distese d'acqua) mi fermerei a guardare per ore.

 

Leggete la seconda parte del viaggio