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Pulcini al Muse: una chiacchierata sulla grafica con Valentina Gottardi

16 maggio 2014


Come spesso accade, le cose vicine c’è sempre tempo per vederle…e poi arriva l’ultimo giorno e ti rendi conto che hai perso l’occasione. È capitato anche a me con Pio Pio, pulcini al museo, il progetto del Muse che mostrava la schiusa delle uova. Lo avevo visto quando il museo era ancora in centro città, con Matilde, e la cosa ci era piaciuta tanto.

A Pasquetta – ultimo giorno di mostra – mi è giunta voce che la coda fosse impegnativa, e quindi abbiamo – a malincuore - abbandonato l’idea. Quest’anno avrei avuto anche un motivo in più per andare, perché i manifesti che accompagnavano il racconto dell’evento erano illustrati da Valentina Gottardi: artista, web designer, amica, oltreché creatrice del mio sito professionale.

 

 

Così ho contattato Valentina perché, vedendo il suo pulcino, mi sono subito chiesta “Come nasce un’illustrazione per un progetto scientifico dedicato ai bambini?” Detto fatto: una bella chiacchierata con lei, e mi sono tolta le mie curiosità! 

 

Il Muse ha contattato Valentina, che già conosceva per aver partecipato a delle manifestazioni presso il Museo di Scienze (il predecessore del Muse, per capirci), chiedendole di proporre la sua visione di questo progetto.

E così Valentina ha presentato la sua bozza generale - che serve a far capire come si intende concretizzare gli spunti del committente. Il progetto, nello specifico, era il seguente: per la riedizione di “Pio Pio Pulcini al museo” nella nuova sede, il Muse aveva bisogno di creare dei pannelli che spiegassero la nascita dell’uovo, dalla preistoria ai giorni nostri.

 

La parte dei contenuti sarebbe stata curata dal referente scientifico, e Valentina avrebbe dovuto trovare lo stile più adatto per rappresentare il pulcino, la nonna e l’ambiente, ma anche l’album fotografico che rappresenta l’evoluzione naturale avvenuta nei millenni.

 

“Le loro scelte erano da subito orientate alla computer grafica per questo progetto. A me è venuto in mente – invece – di utilizzare lo stile naturalistico, disegnando a matita le immagini, per quanto riguardava le tavole preistoriche, usate come fotografie nell’album che il pulcino sfoglia con la nonna”, racconta Valentina. E l’idea è piaciuta.

 

Come si comincia un lavoro di questo tipo?

“Dallo studio naturalistico. Ho raccolto e studiato i fiori più comuni nell’aia, osservato immagini di insetti, scegliendo assieme ai miei referenti del Muse quelli più adatti ad essere spunti interessanti per le loro sessioni didattiche con i bambini. Ho trattato i totem come fossero pagine di una storia, inserendo al loro interno dei particolari reali: insetti (coleottero, coccinella, farfalla, libellula, bombolone, locusta), fiori ed erbe (il dente di cane, per esempio), ma anche animali per lo sfondo (galline, pavone, ecc)”.

E i pannelli sono diventati una specie di libretto, completo di storie e sottostorie.

 

E l’album fotografico?

“L’album di famiglia è il pretesto per raccontare al pulcino come si sia passati nei millenni dalle uova senza guscio ai dinosauri, ai piumati, fino alle immagini di nonna gallina da giovane. Un excursus che necessitava, però, di maggiore profondità. Ed è nata così l’idea del disegno a matita”

 

 

È difficile esprimere la propria vena creativa in un progetto dalle linee ben definite come questo?

“Devo dire che in questo caso ho avuto molta libertà stilistica: avevo delle linee guida, ma ho poi potuto esprimere molto a modo mio. Sempre in linea, ovviamente, con i referenti scientifici e con la storia. I particolari di contorno di cui dicevo prima, per esempio, ma anche l’inserimento di alcune immagini paesaggistiche nell’album, tanto per citare un esempio.”

 

Quanto tempo ci vuole per creare un progetto come questo?

“Non è semplice parlare di tempi… Diciamo un mese circa. Soprattutto i disegni dal vivo richiedono tempi un po’ lunghi per la realizzazione.

 

E le parti disegnate a matita?

“Sono impegnative. Ma per me molto più immediate rispetto alla stilizzazione. Per stilizzare bisogna essere molto precisi, e compiere molte scelte su quanto lasciare e quanto togliere.

 

Ultima domanda, una mia curiosità: quanti pulcini hai creato prima di arrivare a quello che appare nei manifesti?

“Una ventina fra i disegni a mano e le rielaborazioni digitali. Per stilizzare bisogna cogliere le caratteristiche principali, quelle che andranno poi a contraddistinguere il personaggio.”

 

In attesa di vedere i pannelli dal vivo il prossimo anno, mi godo intanto le immagini sul web, osservandole con un occhio nuovo, più accorto e consapevole. Se volete sapere qualcosa di più su Valentina Gottardi, trovate i suoi lavori sul sito Crisi della Prospettiva.