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La ricerca della tata: cosa chiedere?

13 maggio 2014


13 maggio 2014 -

 

La scelta della tata è sempre una questione delicata e di grande importanza. Come fare la scelta migliore? Ho chiesto a chi - di tate - se ne intende: Oltretata, il sito che aiuta a trovare babysitter in tutta Italia.

 

Ecco qualche loro suggerimento prezioso.

 

 

“Il bambino si costruisce un modello interno di se stesso in base a come ci si è preso cura di lui”.

                                                                                                       John Bowlby

 

Educazione e salute dei bambini sono le prime preoccupazioni di un genitore: prendersi cura del proprio piccolo significa dargli le giuste attenzioni, prendersi cura di lui, offrirgli il rispetto e l’amore necessario per una crescita sana, ma vuol dire anche trovare una persona affidabile e competente che possa prendersi cura di lui quando noi non ci siamo. Tra impegni personali, di lavoro, appuntamenti importanti, vacanze e - perché no - qualche momento di riposo, spesso si ricorre all’aiuto di tate e babysitter.

 

A seconda delle occasioni e delle esigenze, si sceglie una persona più o meno formata che possa andare a prendere il bambino a scuola, che lo aiuti a fare i compiti, che giochi con lui a casa o al parco quando noi non ci siamo.! Per qualche ora, tutto il giorno o per l’intero anno, questa persona contribuirà all’educazione del bambino ed è molto importante trovare la tata giusta.

 

Ma come fare? Come scegliere quella giusta?
Le tate. Si può chiedere alle amiche o ai parenti, si può cercare qualcuno attraverso il passaparola, tramite annunci in bacheche pubbliche oppure online.

C’è bisogno di una ragazza giovane che parli bene l’inglese? Oppure meglio puntare sull’esperienza di una tata che fa questo lavoro da anni?

Di figure educative ce ne sono tante: dalla studentessa babysitter, alla tata e donna di famiglia che grazie alla propria esperienza ha un bagaglio di conoscenze più ampio, si arriva fino alle figure più formate come l’aiuto compiti, l’educatrice professionale o la tagesmutter.

 

Dove incontrare la tata per un primo colloquio?
Il luogo. L’appuntamento può essere fissato in un bar o un luogo pubblico ma il posto migliore resta sempre casa nostra. L’ambiente domestico è importante sia per capire il comportamento della ragazza in casa, sia per permettere a lei di vedere l’ambiente in cui potrebbe lavorare. Non dimentichiamo che non siamo solo noi a dover scegliere lei, ma sarà anche la tata a scegliere noi! Cerchiamo di metterla a proprio agio, facciamo una chiacchierata con lei e poi facciamole conoscere il nostro bambino.

 

Cosa chiedere. Le informazioni importanti sono tante, ma andiamo con ordine.! Prima di tutto presentiamo la nostra famiglia e ascoltiamo la presentazione che la tata farà di sé: non dimentichiamo che anche per lei è il primo colloquio e di sicuro un’atmosfera rilassata aiuterà a sciogliere le tensioni!

Cerchiamo di conoscerla un po’: chiacchierando, chiediamole dei suoi studi, dei suoi hobby fino ad arrivare alle sue competenze ed esperienze passate. Da quanto tempo svolge questo lavoro? Di quanti bambini si è presa cura? Di che età? Come programma un pomeriggio con i piccoli? Che attività svolge con loro e come si organizza? Chiediamo anche delle referenze e capiamo per quale motivo ha interrotto i precedenti rapporti di lavoro.

 

La persona che stiamo valutando potrà adattarsi a qualche cambiamento di orario o a qualche imprevisto? Fino a che ora può fermarsi la sera? Abita vicino casa nostra?

Durante la conversazione, interveniamo per parlare anche di noi, delle nostre esigenze, delle abitudini del bambino, di cosa gli piace fare, con cosa gli piace giocare, se ha particolari caratteristiche o abilità, ad esempio se sa disegnare o se è bravo in qualche materia scolastica.

 

Il bambino. Se ci piace, rivediamola in presenza dei nostri figli e osserviamo come si comporta con loro, se è dolce, se rispecchia i requisiti che per noi sono più importanti nella relazione con il bambino. E’ fondamentale anche la reazione del bambino: a lui piace? Nostro figlio ha voce in capitolo sulla scelta e deciderà con noi.

 

Giorno di prova. Organizziamo qualche giorno di prova in nostra presenza: alla tata permetteremo di capire come è la nostra famiglia, come siamo organizzati, quali sono le regole e le abitudini; a noi permetterà di vederla alla prova e ai nostri bambini servirà ad entrare in contatto con lei e conoscerla gradualmente. Ai bambini introduciamo l’educatrice e parliamo di lei con una certa sicurezza, perché se noi saremo sicuri, anche loro lo saranno nel momento del distacco da noi.

 

Il contratto. Dopo il periodo di prova, se è la persona giusta per noi, stipuliamo con lei un regolare contratto di lavoro. Il lavoro della babysitter rientra nella categoria dei lavori domestici e sul sito dell’inps ci sono tutte le informazioni necessarie.

 

Oltre Tata

 

Photo Credits by Frédéric de Villamil