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Il termometro pediatrico: quale usare e come valutare i gradi di febbre?


Poveri piccoli, quando hanno la febbre! Ma poveri anche noi genitori che dobbiamo misurargliela: impresa non sempre così facile!

Fortunatamente ci vengono incontro la tecnologia (termometri digitali per ogni esigenza!), e la nostra sacra pazienza di mamma e papà.

 

Dunque, la domanda resta: come misurare la febbre a un bambino?

Diverse le modalità, ma attenzione! La temperatura interna (misurata per via rettale, nell'orecchio o all'inguine) è sempre più alta rispetto a quella misurata sotto le ascelle. Ricordate di togliere 0,5 gradi per avere la temperatura corretta.

 

Esistono termometri (ormai tutti digitali) con la punta morbida, adatti per i più piccoli, altri che misurano la febbre dall'orecchio, altri ancora con una sorta di puntatore che rileva la febbre dalla fronte, e persino a forma di ciuccio, per "ingannare" i bimbi più recalcitranti.

 

I tempi di attesa per la misurazione variano di poco, e sono in ogni caso tollerabili dai bimbi: si va dai 3/4 secondi di quello frontale, ai 5 di quello da orecchio, fino ai 10 circa per quello più "classico", sul quale i secondi possono variare a seconda che il termometro si usi sotto l'ascella  o nel culetto.

 

Anche i costi variano a seconda del tipo di termometro. Dai 10 euro per quello classico a punta morbida (Chicco), ai 50 per il Microlife infrarossi frontale.

 

I pareri dei genitori di Trento e dintorni sull'efficacia sono piuttosto contrastanti: alcuni apprezzano la rapidità di quello frontale, mentre altri ne rilevano qualche imprecisione se il bambino è sudato; qualcuno utilizza un termometro a doppia funzione regolabile (rettale e ascellare), ma resta il dubbio su quale criterio di misurazione adottare (togliere o meno le 0.5 tacche?).

 

Forse il termometro digitale più semplice resta comunque il più facile da utilizzare (bambino consentendo) ed affidabile.