diventare genitori è un gioco da ragazzi

Ispirato e alimentato dall'omonimo Gruppo Facebook

Mamma, non voglio andare a scuola!

- la posta della dott.ssa Isabella Chirico -

Tags : happy mail

Da qualche giorno la mia bimba non vuole andare a scuola.

Io so che sta bene, si diverte, ha tanti amici e fa molte belle cose. Ma lei, da qualche mattina, dice di non voler andare.

Le ho chiesto il motivo: una volta ha detto che non le piace andare in giardino. Poi che si annoia.

 

La lotta mattutina dispiace, perché esprime un suo disagio. E - lo ammetto - spossa la mamma. Che si chiede: "Se questa cosa dovesse andare avanti fino a giugno?!"

 

                                                             Mamma perplessa - Trento

 

“Perché devo andare a scuola materna?”

“ La mamma tornerà a prendermi?”

“Che cosa farà il papà mentre non ci sono?”

Questi potrebbero essere alcuni esempi delle domande che si sta ponendo la sua bambina.

 

E accanto a quelle di sua figlia, possono coesistere le riflessioni e domande dei genitori, nella fase importante del distacco e dell’avventura della scuola materna.

“ Come reagirà?”

“ Ce la farà senza di me?”

“ Giocherà con gli altri bambini?”

 

Alcuni bambini hanno difficoltà ad adattarsi ai cambiamenti: amano la prevedibilità e quando disturbati nelle loro attività, qualcosa li allarma. Anche in questo caso, l’aiuto che un genitore-tutore può offrire al proprio figlio fonda nella pazienza, nella calma e su qualche attenzione in più.

 

E’ vero, infatti, che le abitudini alle quali la bambina deve uniformare il proprio comportamento divengono più numerose rispetto a quando viveva in famiglia. La vita si svolge alla scuola materna: è improntata al rispetto della spontaneità del bambino ed è strutturata come un insieme di giochi, di attività ludiformi, ma vi sono pur sempre delle attività che la bambina deve fare come gli altri, tali che la sua libertà di movimento e di decisione possano subire alterazioni che generalmente lei in famiglia non avvertiva.

 

L’esistenza stessa di altri bambini della stessa età e con gli stessi interessi e con lo stesso diritto a fare certe cose è un’importante novità nella vita del bambino.

 

Cosa fare?

i) creare routine molto specifiche: la coerenza può aiutare vostra figlia a sentirsi a suo agio. Ciò significa fare le stesse cose ogni mattina dal risveglio fino a che si accompagna a scuola.

Ad esempio, proporre una serie di medesime azioni quotidiane: la scelta della colazione, parcheggiare l’auto nella stessa zona, appendere la sua giacca e controllare il calendario delle attività, fino a dare due baci e salutarla con una frase “vostra”;

 

ii) comunicare quando tornate a prenderla, è confortante per lei sapere che ritornerai a una determinata ora;

 

iii) mettere in conto un tempo di adattamento: sii parsimoniosa nel lasciarla adattarsi quei cinque minuti, poi avvisarla con un segnale simpatico che l’auto ti sta aspettando, o l’autista dell’autobus sta arrivando, o la bicicletta è pronta a partire;

 

iv) creare una routine divertente per il rientro a casa: rallegra la fase di ritorno a casa proponendo un gioco ( ex. Contare tutte le auto rosse che si vedono nel parcheggio o fino alla bicicletta, contare i passi fino all’auto), cambiare la merenda ogni giorno, ricordare un dettaglio invogliante per il ritorno a casa (l’arrivo di papà, nonni, amici, nuovo libro che la aspetta..);

 

v) usare l’empatia: prova a intuire i suoi sentimenti e a esprimerglieli a parole. Spiegale come ti senti tu di fronte a questa sua resistenza, con brevi frasi semplici e chiare, o anche raccontando i tuoi giorni a scuola da bambina.

 

Cosa evitare?

 

i) non assecondarla troppo: confida che tutto andrà nel migliore dei modi, eccessivi tentativi di convincerla che va tutto bene può portare al risultato opposto producendo maggior nervosismo.

Chiedi alle insegnanti se la bambina verbalizza le stesse opinioni anche alla scuola materna;

 

ii) non arrabbiarsi: la rabbia, come fattore di emozione, si rispecchia immediatamente nella bambina, iniziando male la giornata per entrambe.

 

In fondo, se ripensiamo per un attimo alla nostra vita nel mondo scolastico, da giovanissime, troveremo anche solo un piccolo ricordo di un giorno in cui avremo preferito restare a casa.

Preferire quindi metodi semplici, chiari, pazienti quotidiani vuol dire trasformare una fatica in disciplina preventiva, che, nella prospettiva a lungo termine, sarà strumento di autodisciplina dei nostri bambini, e forse, collettiva.

 

                                                                      dott.ssa Isabella Chirico

 

Consiglio letterario

“Quando i bambini sono piccoli” di Silvia Bonino – Fabbri Editore

“Non voglio andare a scuola!” di Udo Baer e Barnowsky-Geiser Waltraut – Erickson Editore

 

Cortometraggio educativo da vedere con i propri bambini. 

 

 

 

Filastrocca

LA BELLA ADDORMENTATA

 

Le favole dove stanno?

Ce n’è una in ogni cosa:

nel legno del tavolino,

nel bicchiere, nella rosa.

La favola sta lì dentro

Da tanto tempo, e non parla:

è una bella addormentata

e bisogna risvegliarla.

Ma se un principe, o un poeta,

a baciarla non verrà,

un bimbo la sua favola

invano aspetterà.

(Gianni Rodari)

 

Avete domande? Scrivete a isabella@genitoriedintorni.it